Proposta shock in Turchia: se sposi la bambina non c’è stupro

Proteste contro la proposta di legge dell’Akp di Erdogan, legittima la pratica delle spose bambine

Proposta shock in Turchia: se sposi la bambina non c’è stupro

È approdato pochi giorni fa nel parlamento turco il disegno di legge che delegittima lo stupro su minori se questi ultimi accettano le “nozze riparatrici”. Saranno spose se il loro stupratore “accetta” a sposarle. Parliamo di spose bambine, minori stuprate che si ritrovano, ben prima del menarca e della formazione della loro persona, legate ad uomini spesso molto più grandi di loro, molto spesso che perpetuano atti di violenza fisica e sessuale.

Ha scatenato un polverone, sia in Parlamento che sui social, il disegno di legge presentato dal partito Akpdel presidente RecepTayyipErdogan. Polemiche sulla legittimità, sulla pratica, sull’identità violata delle bambine e sui loro corpi.  La legge, «temporanea e solo retroattiva» così definita dal ministro della Giustizia, BekirBozdag si convertirebbe in amnistia per più di 3000 uomini dal 2005 all’anno scorso. La proposta legislativa è apparsa in Parlamento ad Ankara, presentata all’ultimo momento tra 49 articoli legislativi. Forte l’opposizione, con i socialdemocratici del Chp, che urlano come questo disegno serva solo alla «legalizzazione dei matrimoni forzati» e il partito dei nazionalisti del Mhp.

Il ministro della giustizia BekirBozdag ha cercato di difendere la proposta normativa osservando come «questa tipologia di matrimoni esistono nella nostra società perché non è stata ancora sviluppata un’adeguata consapevolezza. Noi abbiamo solo cercato di trovare una soluzione a questa realtà». Parole agghiaccianti se si pensa di risolvere la situazione legittimando la violenza sui corpi di bambine, sull’identità delle future donne turche. Il disegno di legge, in discussione il prossimo martedì, punta a sospendere processi e condanne per abusi su minori fino al 16 novembre 2016, scatena l’ira della popolazione turca ed una vera e propria ondata di indignazione online.

Tramite Twitter migliaia di utenti stanno condividendo in queste ore la loro indignazione con l’hashtag “lo stupro non può essere legittimato“. Il responsabile della giustizia turco Bozdag ha osservato, aggravando ancora di più la già instabile situazione di protesta come questa proposta serva ad aiutare “le coppie” che violano la legge perché hanno “rapporti sessuali consenzienti” sotto l’età del consenso, ovvero 15 anni, e vogliono sposarsi. «Quando nasce un bambino da questa unione non ufficiale, il medico avvisa il procuratore e l’uomo viene mandato in prigione, causando difficoltà finanziarie alla madre e al bambino».

La donna come oggetto procreativo, la bambina come proprietà. Questa sembra essere l’analisi sociale del pensiero politico dell’attuale governo turco. Per la Turchia, intenzionata ad unirsi all’Ue, questo è un ulteriore allontanamento dallo stato del diritto egualitario che il modello europeo vuole ispirare agli Stati membri. I dati del fenomeno “spose bambine” sono agghiaccianti. il 19 aprile 2016 il ministro della Famiglia del governo turco Sema Ramazanoglus ha reso noti i dati dell’Istituto nazionale di statistica (Tuik) secondo i quali nel periodo 2010-2015 sono state oltre 232 mila le “spose bambine” sul territorio turco. Solo il 20 aprile scorso il Parlamento europeo con la risoluzione sulle spose bambine turche

(http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=MOTION&reference=B8-2016-0740&language=IT)

invitava «la Commissione a far sì che la Turchia rispetti i diritti umani e fermi la pratica degradante dei matrimoni forzati di bambine e ragazzine minorenni». E nel mentre infuria la polemica e il web continua l’ondata mediatica con l’hashtag#tecavuzmesrulastirilamaz, ovvero “lo stupro non può essere legittimato”.

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In merito ci è giunta la dichiarazione della Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, che condanna senza mezzi termini questa proposta di legge in Turchia:

La proposta di depenalizzare abusi e violenze sessuali sui minori in Turchia, nel caso in cui chi abusa poi sposi la vittima, è inaccettabile e rimanda a tempi bui.

Qualora fosse approvata la norma negherebbe i fondamentali diritti di bambine e bambini e favorirebbe il fenomeno dei matrimoni forzati e precoci, che sono una forma meschina e atroce di violenza sessuale. 

Diplomazia internazionale e società civile si mobilitino subito per evitare che la proposta passi”.