Primarie in Francia, Fillon contrario al matrimonio egualitario

Al primo turno delle primarie dei Repubblicani, si é imposto come vincitore inaspettato, con il 44,2% dei voti

Primarie in Francia, Fillon contrario al matrimonio egualitario

Dopo l’elezione di Trump negli USA, anche la Francia potrebbe riservare una brutta sorpresa ai diritti della comunità Lgbti. Al primo turno delle primarie dei Repubblicani, si é imposto come vincitore inaspettato, con il 44,2% dei voti, François Fillon le cui opinioni contrarie al matrimonio egualitario e alle adozioni sono ben conosciute in Francia.

Il principale favorito, Alain Juppé, la speranza per la comunitña Lgbtq, é arrivato secondo con il 28,3%, ad una distanza importante da Fillon e difficilmente, al secondo turno, potrá battere il primo arrivato, anche perché il grande sconfitto, con il solo 20,8%, Nicolas Sarkozy, ha giá fatto sapere che appoggerá Fillon.

Tra i tre candidati, ha vinto il peggiore, almeno per quanto riguarda la difesa dei diritti civili.

Nicolas Sarkozy che inizialmente aveva annunciato la sua volontá di cambiare la legge sul matrimonio egualitario, nel tempo ha cambiato fortunatamente opinione dichiarando quanto fosse dispiaciuto di non aver approvato una legge per le unioni civili quando avrebbe potuto e che, sebbene avesse preferito una referendum per l’ approvazione del matrimonio egualitario, una volta approvato, sarebbe stato inopportuno compiere un passo indietro sui diritti civili, abrogando quella legge.

Fino a pochi giorni prima del voto, il candidato considerato il gran rivale di Sarkozy era Alain Juppé. Sindaco di Burdeos, politico moderato, aveva rinunciato a candidarsi alla presidenza del partito, puntando tutto sulle primarie, pensando che il voto aperto a tutti e non solo ai militanti di partito, lo avrebbe favorito.

La sua vittoria era quella che la comunitá Lgbtq francese si augurava.
Nel 2012 si era schierato a favore di una legge sulle unioni civili per le coppie dello stesso sesso, ma dichiaró che comunque non si sarebbe opposto al matrimonio egualitario.
In seguito affermó che il matrimonio era ormai stato integrato e accettato nella societá francese e si dichiaró quindi contrario a qualsiasi modifica della legge in senso piú restrittivo e favorevole alle adozioni gay.

Tra i tre candidati invece, superando i due piú moderati, si é imposto François Fillon, il piú conservatore che se, come sembra ormai probabile, vincerá anche al secondo turno, sará colui che si confronterá contro Marine Le Pen alle presidenziali del 2017.

La sua vittoria é una brutta notizia per la comunitá Lgbtq perché a differenza degli altri due candidati, continua a dichiararsi contrario al matrimonio egualitario. Non stupisce questa sua posizione visto che nel 1982 si oppose alla depenalizzazione dell’ omosessualitá, cosi come contrario si dichiaró nel 1999 ai Pacs, Pacte Civil de Solidarité.

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Fillon si mostra orgoglioso di dichiararsi ancora contrario al matrimonio egualitario, a differenza dei suo rivali di partito e ha promesso che modificherá la legge, soprattutto gli aspetti relativi alle adozioni. In pratica, eliminerebbe la possibilitá di adottare per le coppie omosessuali, ma permetterebbe la possibilitá dell’ “adozione semplice”, una sorta di affidamento di bambini che continuerebbero peró a mantenere i vincoli legali con i genitori biologici.
Vorrebbe anche rendere ancora piú esplicito e restrittivo il giá vigente divieto di ricorrere alle tecniche di riproduzione assistita sia per le coppie omosessuali, sia per le donne single e impedirebbe il riconoscimento del registro dei figli nati attraverso la gestazione per altri effettuta in paesi stranieri.

Insomma, se dovesse vincere anche al secondo turno, i francesi, alle prossime presidenziali, dovranno scegliere tra il conservatore Fillon e Marine Le Pen, anche perché nessuno immagina possa arrivare al ballottaggio il candidato del partito socialista, chiunque dovesse essere.

La comunitá Lgbtq non ha motivo di sperare che vinca l’ uno o l’ altra, in qualsiasi modo finirá, non si prevedeno tempi facili per i diritti civili.