Il caso Elkann e il tiro al bersaglio sulle persone trans

La vicenda Elkann ripropone tutti i principali luoghi comuni sulle persone trans. Nessuno parla però, del sottobosco di ipocrisia che si nasconde dietro il disprezzo e la vergogna.

Il caso Elkann e il tiro al bersaglio sulle persone trans

La gita a New York di Lapo Elkann è di quelle che fanno “scalpore” e rientrano nei grandi classici del gossip all’italiana, se non fosse per l’imbarazzante messa in scena del falso sequestro, che chiama grottescamente in causa sul piano giudiziario un personaggio purtroppo noto come imprenditore  italiano di massimo livello, che oggi rischia due anni di carcere.

ll tema è quello del “festino a luci rosse” con “il” proverbiale trans, che in alcuni articoli diventa “una” escort, in altri una trans, in altri ancora una donna transgender. Proviamo a fare chiarezza.

A fare le spese di questa storia, mediaticamente parlando, è una delle categorie più bistrattate dai media quando si accendono le lampadine del binomio sesso e droga, ovvero, quella delle persone trans.  Queste, prima di tutto, sono da identificare come transgender, termine ombrello che include chiunque non si riconosca nel genere (uomo o donna) convenzionalmente assegnato al proprio sesso biologico (il prefisso “trans” come abbreviazione di “transgender” è consigliabile solo in alcune espressioni, possibilmente con accanto la parola “persone”).

Se l’essere maschio o femmina è una condizione biologica, le idee di uomo e di donna sono invece dei costrutti sociali, frutto di un insieme di convenzioni e di un complesso background culturale. Che il genere sia socialmente determinato è stato stabilito anche dalla Convenzione di Istanbul del 2011 (Consiglio d’Europa),  ratificata dall’Italia nel 2013.  Basti pensare a come sono cambiate negli ultimi 50 anni le idee di uomo e donna nel nostro Paese, i costumi, i mestieri “tipici”, le professioni, l’immaginario.

Alcune persone, insomma, non si riconoscono nel genere al quale dovrebbe corrispondere il proprio corpo e intraprendono quindi una transizione, che può essere completa o parziale. Se si tratta di persone che si percepiscono come donne, (trans M to F) vanno evidentemente declinate al femminile, come spiegano anche le linee guida dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Questo serve anche per distinguerle dai trans F to M, persone di sesso femminile che si percepiscono come uomini, di cui spesso non si parla.

Per farla breve, la vicenda Elkann ha portato alla luce una grave ignoranza diffusa sull’argomento, specie nei media. Non solo queste persone sono spesso costrette a prostituirsi per via dell’emarginazione sociale alla quale vanno incontro, ma devono anche sentirsi chiamare “un trans” dopo aver combattuto una vita di sofferenze per transitare verso il genere percepito.

Quella che clinicamente è definita come “disforia di genere” è ormai di fatto trattata dalla maggior parte di psicologi e psichiatri come una condizione clinica, non una vera e propria patologia psichiatrica. Le patologie, infatti, si contrastano, la disforia di genere, invece, è una situazione in cui l’individuo va assecondato.

In Italia, la Corte Costituzionale ha stabilito nel 2015 la possibilità del cambio del nome sui documenti anagrafici anche senza la riassegnazione chirurgica del sesso.

A chi crede che questo possa aprire a una sorta di libertà indistinta di “cambiare sesso” quando si vuole, forse bisognerebbe raccontare le storie di queste persone, che dal momento in cui hanno preso coscienza di sé hanno vissuto le peggiori vicende di violenza ed emarginazione. Solo nel 2016 sono state uccise 295 persone trans. “Cambiare sesso a piacimento”, come dicono quelli del “gender”, per capirci, non è proprio una passeggiata.

La vera riflessione, invece, andrebbe fatta sul grande pubblico di clienti eterosessuali delle transgender che si prostituiscono, un’indagine che ha provato a fare recentemente anche il programma “Le Iene”. E’ noto che le trans “non operate” siano le più ricercate di notte e, al tempo stesso, le più discriminate di giorno. Basti pensare al tema dei bagni pubblici negli Stati Uniti. La stragrande maggioranza di coloro che “vanno a trans” se ne vergogna e inventerebbe di tutto pur di nasconderlo. Vedi ancora la vicenda Elkann.

Lungi da qualunque giudizio sulla vita sessuale delle persone, che, anzi, può solo godere di nuove libertà ed esperienze, la domanda che sorge è se questa ricerca spasmodica di una certa tipologia di persone trans, unita alla vergogna e al disprezzo che al tempo stesso si prova per loro, non nasconda una sorta di enorme nevrosi collettiva sul modo di vivere la sessualità e sulla consapevolezza di sé.

Ciò non vuol dire che Lapo Elkann e tutti coloro che vanno con le trans siano omosessuali o bisessuali.  Vuol dire semplicemente che moltissime persone fanno un’enorme fatica a vivere e a riconoscere tutte le sfumature della propria sessualità. Che si possa essere etero e andare con una persona trans, perché attratti dagli attributi maschili, è un dato di fatto.

Oltre al sesso strettamente inteso, infine, attenzione a non dimenticare che le persone, tutte e indistintamente, spesso hanno qualcosa in più da dare oltre agli attributi, proprio perché sono prima di tutto persone. Senza scomodare i sentimenti, va detto che anche la più flebile scintilla di sensualità deriva dalla persona. Tuttavia, questi argomenti meriterebbero ben altre sedi.

Per il momento, se ci capita di parlare del tormentone Lapo Elkann, faremmo un gran bene alle persone transgender se dicessimo che il vero scandalo è essersi inventato il sequestro, che le trans non sono tutte prostitute e che, se sono donne trans, vanno chiamate al femminile. In fondo, basta poco.

 

Per approfondire vedi anche Lo Stylebook di Gaynet

  • Isabella Gatti

    il vero scandalo è non avere le palle di dire “sono bisex o gay o quello che è” e farsi fotografare solo con donne “naturali”, questo fa schifo davvero… il primo che le tratta come non fossero persone è proprio il viziatissimo deficiente lapo, io fossi in queste ragazze scriverei un libro x sputtanare lui e tutti gli altri. miliardarie, diventerebbero, alla faccia di questi maiali.

  • Staccy

    ma queste donnette con cui si fa vedere in giro sono li con lui per trarne dei vantaggi personali.
    non son certo signorine sinceramente innamorate di un ragazzo così brillante e maturo…
    se lo fossero allora si, si sentirebbero offese e umiliate, e probabilmente metterebbero la faccia per danneggiare la sua immagine.
    ma siccome non è così ecco che al massimo lo difendono sennò crolla pure la possibilità di farsi fare ancora qualche regalone dal casato….

  • TheBroomOfTheSystem

    Hai ragione Staccy…e andrebbe pure considerato che Lapo, anche Lapo, anche se appare una persona finta è una vittima vera…un vero looser in tutti i rapporti con il genere umano…e che seppur ricco-ricchissimo e noto-notissimo è un uomo incredibilmente solo e infelice (so di chi e che cosa parlo).