Colombia: firmato un nuovo storico accordo di pace tra il Governo e le Farc-Ep

Il nuovo testo modificato ha accolto alcune richieste dell’ opposizione, come quella di non nominare la comunitá Lgbtq.

Colombia: firmato un nuovo storico accordo di pace tra il Governo e le Farc-Ep

santos-pazDopo la bocciatura al referendum popolare del 2 ottobre, il Presidente Santos, a cui é stato consegnato il Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi di porre fine ad un conflitto interno che dura da oltre 50 anni, ha firmato, insieme al Capo delle FARC, Timochenko, un nuovo accordo di pace a Bogotá.

Il nuovo testo di 310 pagine, rispetto alle 297 del trattato precedente, ha accolto alcune modifiche delle opposizioni, sebbene l’ ex Presidente di destra Alvaro Uribe ha annunciato che anche questa volta voterá contro.

 

Non ci sará piú peró alcun referendum popolare, non obbligatorio, e il testo sará approvato in Parlamento dove Santos ha la maggioranza in entrambe le Camere.

Uno degli argomenti piú controversi dell’ accordo era la possibilitá che i guerrglieri delle FARC potessero partecipare alla vita politica della Colombia e entrare in Parlamento.

Non é stata peró accettata la richiesta di escludere dalla politica gli ex guerriglieri delle FARC, anche perché lo scopo dell’ accordo era proprio quello di facilitare il reinserimento dei guerriglieri nella vita sociale del Paese.

Nel vecchio testo bocciato al referendum era previsto che le FARC avrebbero avuto 5 Deputati e 5 Senatori, al di lá dei voti ottenuti e che avrebbero ricevuto il 10% dei finanziamenti pubblici che lo Stato garantisce ai partiti politici.

Nel nuovo testo non si specifica piú una cifra, ci si limita a garantire alle FARC una somma annuale, fino al 2026, pari alla media di quella ricevuta dagli altri partiti prima dell’ accordo di pace e una presenza in Parlamento per due legislature consecutive.

Un altro punto controverso e parzialmente modificato riguarda invece l’ uguaglianza di genere.

I settori crtistiani della Colombia, soprattutto le Chiese Evangeliche, si erano schierate contro il primo accordo di pace perché quei patti firmati a La Habana tra il Governo e le FARC “violano i principi evangelici come quello della famiglia quando si parla di equiparare i valori della donna a quelli di questi gruppi…”. Il riferimento é alla comunitá Lgbtq e ai diritti come il matrimonio egualitario e la possibilitá di adozione giá comunque garantiti per legge in Colombia.

Il Presidente della Congregazione Evangelica Edgar Castaño conta su una forza elettorale di circa 10 milioni di persone, un gruppo di pressione importante tanto che i riferimenti all’ uguaglianza di genere sono passati, dal vecchio accordo al nuovo patto, da 144 a 55.

Il Presidente Santos dichiaró: “Toglieremo tutto quello che possa essere una minaccia per la Chiesa, cercheremo una frase, una parola che non spaventi i credenti cristiani…”.

Non é una resa nei confronti delle pressanti richieste della comunitá cristiana, é solo una realistica presa di coscienza della loro forza politica nel Paese e per evitare uno scontro frontale tra il Governo e la Chiesa, ha accettato che nel nuovo accordo non venissero citati esplicitamente gli omosessuali, ma ribadisce la piena volontá di riconoscere a tutti i cittadini piena uguaglianza.

Al di lá delle polemiche che un accordo storico come quello firmato sicuramente susciteranno, il Presidente Santos é riuscito, dopo 52 anni di guerriglia, a ridare alla Colombia la speranza di un futuro di pace e questo non puó non essergli riconosciuto.