Merkel: «No a velo per le donne in Germania»

Cambio di passo della cancelliera su flusso migratorio e questioni legate ai diritti femminili. Nel discorso per il rinnovo della carica di presidente del Cdu, spazio anche alla candidatura per le prossime politiche che si terranno a settembre

Merkel: «No a velo per le donne in Germania»

Sarà l’onda lunga negativa all’estero che ha travolto prima la Clinton alle presidenziali americane, adesso Renzi che ha preferito presentare le dimissioni dopo la vittoria del no al referendum sulla riforma costituzionale. Sarà anche il timore del populismo incalzante in patria e l’avanzare della destra. Sta di fatto che a Essen, nel suo discorso al congresso della Cdu, partito cristiano democratico, Angela Merkel, presentandosi per il nono rinnovo alla presidenza del partito, ha messo subito le cose in chiaro su alcuni punti cruciali.

Così, dopo quasi un anno di apertura e di accoglienza all’ingresso degli immigrati in Germania, la cancelliera scopre di essere un Paese “occidentale” nel quale non tutti possono entrare, non tutti quelli che già ci sono possono rimanere perché non realmente perseguitati e soprattutto mai la sharia potrà valere come legge sul territorio nazionale e il velo che copre il volto delle donne non può essere ammesso.

Un discorso che le è valso l’89,5% dei consensi dei mille delegati presenti al congresso. Risultato per niente buono per lei che due anni fa aveva raccolto un quasi plebiscito, 97,9% dei voti, e che rappresenta il secondo peggiore dato di sempre: 88,4% nel 2004 e il più basso da quando nel 2005 è diventata cancelliera. Eppure si temeva perfino un risultato peggiore.

Non solo direzione del partito però. Le ambizioni di Angela Merkel mirano soprattutto alla carica della cancelleria della Germania. Non stupisce quindi che nel suo discorso abbia formalizzato la propria candidatura alle prossime politiche dicendo “Voglio servire la Germania”.

Elezioni che si terranno il prossimo settembre e nelle quali dovrà vedersela contro i socialdemocratici della Spd. I delegati presenti a Essen, alla fine del suo discorso di investitura, le hanno dedicato circa 11 minuti di applausi. Quello più lungo glielo hanno riservato nel passo in cui parlando delle donne e “dell’occultamento totale” del viso ha proseguito dicendo: “Da noi non è opportuno, dovrebbe essere vietato dovunque possibile giuridicamente. Non ci appartiene”. E poi ancora il passaggio importante presente già nella sua premessa: “Dignità umana, pari diritti per uomini e donne, libertà di religione, libertà di opinione” sono “la base della nostra convivenza” e “il nostro diritto ha la preminenza” su “regole di stirpe e di famiglia, e sulla sharia. Questo deve essere detto molto chiaramente”.

Un’apertura, ma senza eccessi, all’ala destra bavarese che chiede un massimo di 200mila presenze straniere all’anno sul territorio tedesco. Negli intenti della Cancelliera ci sono centinaia di migliaia di rimpatri, perché non tutti i 900mila profughi entrati lo scorso anno con l’apertura delle frontiere “possono rimanere e rimarranno”.

“In circa il 35% dei casi”, ha detto Angela Merkel, si tratta di persone che “non hanno alcun diritto di rimanere” e quindi dovranno “lasciare il nostro Paese”, “Solo così avremo la forza per aiutare gli altri”. Come dire il passato è appunto passato ed è una parentesi che si è chiusa.