Malta vieta le terapie riparative

È il primo paese in UE a bannare le terapie di conversione delle persone lgbt: «non è eticamente possibile accoglierle»

Malta vieta le terapie riparative

La Repubblica di Malta ha fatto la storia. Prima in Europa a vietare completamente sul suo territorio qualsiasi genere di terapia riparativa: ovvero il “presunto processo” in grado, secondo i suoi sostenitori, di mutare l’orientamento sessuale della persona sottoposta alle “cure”. Le terapie spesso sfrutta la violenza psicologica e il rinforzo degli stereotipi negativi e della stigmatizzazione dell’omosessualità tanto che tutte le maggiori organizzazioni per la salute mentale hanno espresso preoccupazioni al riguardo di questi trattamenti. L’Associazione degli Psicologi Americani, l’American PsychologicalAssociation, ha affermato che «sembra probabile che la promozione di terapie di conversione rinforzi gli stereotipi e contribuisca ad un clima negativo per le persone lesbiche, gay e bisessuali».

La politica maltese si è espressa tramite un decreto legislativo dal nome di Legge per l’affermazione dell’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere per cui le pratiche considerate di “cura delle persone omosessuali” sono state bollate come «ingannevoli e dannosissime». Un medico quindi, dall’approvazione di questa legge, che cercherà di instradare il paziente verso le cosiddette “terapie riparative” che vedono una patologizzazione dell’omosessualità rischierà pene civili e penali compreso il carcere.

Il nuovo divieto, che rende Malta il paese europeo più all’avanguardia per la tutela delle persone lgbt, vedrà chiunque trovato colpevole multato di una somma fino a 5000 euro  e l’eventuale incarcerazione per un massimo di cinque mesi nei casi più gravi. Gli ordini professionali maltesi hanno accolto con grande positività la neo-legge, la Camera di malta degli psicologi, l’associazione maltese di psichiatria, l’associazione di malta delle terapie familiari e l’associazione di Malta per il counselling professionale hanno espresso la loro soddisfazione per l’evoluzione sociale dello Stato.

«Abbiamo sempre disapprovato, condannato e guardato con orrore le pratiche che sono lesive della persona e della sua identità nel nostro Paese», ha specificato la camera degli psicologi maltesi in un comunicato post approvazione legislativa, «le pratiche delle terapie riparative non solo respingono e reprimono un gruppo di cittadini in base a palesati pregiudizi del tutto infondati ma violano il nostro impegno nazionale per il riconoscimento e il supporto dei diritti delle persone lgbt. Continueremo a promuovere il rispetto e l’uguaglianza di tutte le persone e siamo determinati a continuare a lavorare per garantire che i nostri clienti possono godere in sicurezza di un’esperienza terapeutica scientificamente provata e rispettosa della loro persona».

Malta è stato nominato il miglior paese europeo per i diritti LGBT dal gruppo professionale di giurisprudenza e avvocatura Ilga-Europe nel 2015. Il disegno di legge, come esplicitato da Malta Today, (http://www.maltatoday.com.mt/news/national/72331/bill_outlawing_conversion_therapy_approved#.WEfcBdLhDIV) sancisce anche nel corpus legislativo statale che nessun orientamento sessuale, identità di genere o espressione di genere costituisce un disturbo, malattia o mancanza di qualsiasi tipo“.