Rome Independent Film Festival

La quindicesima edizione dell’interessante festival del cinema indipendente ha presentato 110 titoli programmati in due sale del cinema Savoy di Roma

Rome Independent Film Festival

Si è svolta la XV edizione del RIFF Rome Independet Film Festival

diretto da Fabrizio Ferrari che in 6 giorni di programmazione ha presentato al pubblico 110 opere in concorso – tra lungometraggi, cortometraggi e documentari – provenienti da 24 paesi.
Due sale di programmazione, al Savoy di Roma, e una all’Europa per la serata finale, tutte le pellicole sono state presentate a proiezione unica e in contemporanea rendendo impossibile seguire tutti i film del Festival articolati in diversi focus, tra cui uno Lgbt, oltre al concorso e al fuori concorso.
Il Festival è stato caratterizzato da una gestione molto informale delle proiezioni, sempre gremitissime, quasi sempre in presenza dei registi e delle registe:
assenza di amplificazione (non esistono i microfoni al Riff?), assenza della traduzione simultanea, per cui o si capisce l’inglese o fa niente – a meno che chi parla non conosca il nostro idioma, come Rebecca Tansley, la regista neo zelandese del documentario Crossing Rachmaninoff (Nuova Zelanda, 2015, ne parliamo in un altro articolo),  la quale, avendo studiato lingue all’università, parla un italiano impeccabile.

Anche le proiezioni in versione originale non avevano sempre i sottotitoli senza che il programma ne rendesse conto (non annunciando mai se i film erano in versione originale, con o senza sottotitoli, oppure doppiati).
Anche se abbiamo frequentato il Festival per pochi giorni, la programmazione, davvero diversificata, ci ha permesso lo stesso di saggiare il portato culturale di una proposta culturale che sa guardare alla produzione indipendente traendone una selezione davvero composita e varia.

I cortometraggi

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A Beautiful Day (Usa, 2016) è il primo cortometraggio da regista del direttore della fotografia Phedon Papamichael,  che racconta, con i toni pacati del film intimista, la sofferta decisione di un padre vedovo e in pensione di risolvere i problemi matrimoniali della figlia con un colpo di scena inaspettato.
Rigoroso, ben interpretato da James Brolin e Francis Fisher, A Beautiful Day è una variante narrativa sul grave tema dell’uso disinvolto delle armi con il quale gli Sati Uniti d’America credono di risolvere molte questioni, pubbliche e private.
Papamichael, molto disponibile al dialogo col pubblico, è stato  protagonista anche di una master class (in inglese, anche qui senza microfono e senza simultanea) nella quale ha raccontato del suo lavoro di direttore della fotografia.

D’impianto amerlike-a-butterfly-jpg-1icano ma diretto da un italiano Like a Butterfly (Italia\Uk, 2016)  di Eitan Pitigliani racconta le vicissitudini lavorative e di salute di uno dei tantissimi aspiranti attori che vive a Los Angeles.
Ben recitato e impreziosito da un bellissimo cameo di Ed Asner che, da solo, vale tutto il corto, la storia raccontata non brilla per novità ma ha una sua eleganza di scrittura e di realizzazione, bellissima fotografia e musiche di ampio respiro, ma un po’ troppo presenti, di Paolo Vivaldi.

Il cortometraggio sembra essere più vivo che mai e il Riff ne ha dato ampia dimostrazione.