Valeria Fedeli: “Lavorerò per una scuola di tutte e di tutti”

Da neo Ministra all’Istruzione ribadisce gli obiettivi per l’inclusione, l’integrazione sociale ed il rispetto dei diritti, per i quali si è sempre battuta

Valeria Fedeli: “Lavorerò per una scuola di tutte e di tutti”

La Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, è la nuova Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Le sue prime parole al Quirinale hanno confermato quelli che sono stati sempre i suoi obiettivi prima da sindacalista e poi da politica: inclusione, integrazione sociale, pari opportunità e rispetto dei diritti. Senza discriminazioni. Senza differenze. Senza barriere.

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Sono onorata  di ricoprire un ruolo così importante per il Paese. Lavorerò per una scuola di tutte e di tutti: la scuola è il luogo dove si costruisce il futuro dell’Italia, è una responsabilità che cercherò di assolvere con impegno e dedizione, ascoltando e coinvolgendo le migliori forze di quel mondo: gli studenti, i genitori, i lavoratori ed i loro rappresentanti. C’è tanto da fare, da oggi sarò al lavoro. Ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per la fiducia.”

Da sempre vicina ai temi sociali più delicati, la senatrice Valeria Fedeli nel novembre del 2014 aveva depositato in Senato il disegno di legge n.1680 per l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle scuole e nelle università, spiegando così il testo: “Significa intervenire direttamente sulle conoscenze utili e innovative per una moderna e civile crescita educativa, culturale e sentimentale di ragazze e ragazzi, per consentire loro di vivere dei princìpi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza nella realtà contemporanea. L’obiettivo è dunque quello di superare gli ostacoli che limitano, di fatto, la piena e autonoma soggettività, qualificando e riconoscendo valore alle differenze di genere, per una qualità delle relazioni tra donne e uomini non più basata sulla negazione del reciproco rispetto, dignità e libertà delle scelte. La nostra responsabilità è fare comprendere ai ragazzi il valore della diversità e la ricchezza che questa comporta. Il rispetto dell’identità di genere è infatti una precondizione per uno sviluppo diverso dei nostri ragazzi, affinché siano consapevoli di quanti stereotipi rischino di condizionare la loro visione del mondo, delle donne, dei rapporti affettivi. Anche la battaglia contro la violenza alle donne comincia sui banchi di scuola: è fondamentale che tra i ragazzi nasca un profondo valore del rispetto che conduca al riconoscimento della libertà altrui come forma di amore contro l’idea di possesso che genera spesso violenza”.

Sul tema delle discriminazioni il pensiero della senatrice è stato sempre chiaro e netto, con una posizione molto decisa a difesa delle donne e anche della comunità Lgbti. Nel luglio scorso era stata anche testimonial dell’evento “Il basket contro le discriminazioni” patrocinato dall’Anddos: E’ una tematica per la quale mi batto da anni, quella del rifiuto netto delle discriminazioni, tutte, da quelle di genere a quelle di orientamento sessuale. La discriminazione delle donne è un tema che dovrebbe essere più presente nel dibattito sul cambiamento e sul futuro, perché è parte di un discorso più largo che riguarda la qualità del mondo che vogliamo costruire, in termini di benessere, relazioni, prosperità economica, modelli sociali, cittadinanza. Non rendersene conto vuol dire essere affetti da una miopia grave: quanto aumenterebbe il benessere delle nostre comunità se le famiglie potessero aggiungere al loro reddito quello della donna, se i servizi per l’infanzia fossero un diritto garantito a tutti, se le donne fossero libere di non dover scegliere tra figli e lavoro, se i compiti di cura familiare fossero distribuiti più equamente tra uomini e donne. Quanto migliorerebbe la qualità del nostro futuro se i giovani crescessero senza stereotipi e pregiudizi di genere e rifiutassero con forza la violenza e le discriminazioni? Se quello che vogliamo costruire è una società il cui obiettivo sia migliorare la qualità della vita ed il benessere, questa è una strada obbligata su cui camminare con decisione, convinzione e lucidità. Riprendere il filo della battaglia per l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne vuol dire oggi partire da due grandi questioni: il lavoro e la cultura. Sembrano lontane tra loro, ma sono quanto mai legate, e vanno affrontate nello stesso tempo, insieme.

I giovani sono una grande risorsa per costruire una comunità solidale, pacifica, tollerante e legata da uguali regole comuni e dal loro rispetto: una società fatta di persone tutte diverse ma allo stesso tempo uguali, un contesto in cui le differenze tra noi sono viste come un arricchimento, non come una barriera, vengono guardate con curiosità perché possono raccontarci di mondi, di sensibilità ed esperienze di cui altrimenti resteremmo all’oscuro. Le differenze tra le persone devono essere un valore per le nostre società: nessuno deve sentirsi escluso, deve essere vittima di violenza, deve essere discriminato, solo perché è diverso da noi. Siamo tutti diversi e tutti uguali. Tutti siamo persone, e abbiamo gli stessi diritti, dobbiamo essere trattati allo stesso modo, dobbiamo rispettarci ed essere curiosi ed aperti agli altri, non averne paura o discriminarli. Le differenze sono un valore: ci arricchiscono, non devono essere nascoste e non dobbiamo far sentire “strano” nessuno, perché ognuno deve essere libero di esprimersi e di essere come si sente”.

Altro tema sempre affrontato dalla senatrice è stato quello sulla tutela dei migranti: il 3 ottobre scorso, in occasione della prima celebrazione della Giornata internazionale delle vittime dell’immigrazione, la Vice Presidente del Senato aveva sottolineato l’importanza di focalizzare sempre più l’attenzione sull’emergenza degli sbarchi di migranti sulle coste del nostro Paese:

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