NapoliDivine, la rassegna cinematografica a tematica sociale e queer

Nel capoluogo partenopeo quattro giornate (14-15, 20-21 dicembre) di corti, documentari e incontri dedicati ai temi dell’identità di genere, della disabilità e delle migrazioni. Pride Online ne ha parlato col direttore artistico Claudio Finelli

NapoliDivine, la rassegna cinematografica a tematica sociale e queer

Napoli ancora una volta all’avanguardia in tema di cultura e attenzione ai diritti umani. Nell’arco di quattro giornate (14-15 e 20-21 dicembre) si svolgerà infatti, presso il complesso museale del Palazzo delle Arti (anche conosciuto come Pan e le Officine Gomitoli, la prima edizione del NapoliDivine. Promossa dal Centro di Ateneo SInAPSi (Servizi per l’Inclusione Attiva e Partecipata degli studenti) dell’Università di Napoli Federico II e la Fondazione Genere Identità Cultura, la kermesse è una rassegna cinematografica dedicata alle questioni dell’identità di genere, della disabilità e delle migrazioni.

Organizzata in rete con altri festival quali Divergenti (Festival internazionale di cinema transessuale – Bologna), Kju Festival (Festival di cultura queer – Napoli) e Artelesia (Festival di cinema sociale di Benevento), l’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Napoli ed è realizzata in collaborazione con Arcigay Napoli, il Coordinamento Diritti della UIL, il Coordinamento Campania Rainbow, la Cooperativa Dedalus e l’Atn.

Pride Online ne ha parlato con Claudio Finelli, direttore artistico della rassegna cinematografica.

Claudio, qual è l’idea sottesa al NapoliDivine?

 Il festival è nato col fine di proporre una retrospettiva del Divine Queer Festival di Torino, festival di cinema indipendente a tematica queer di respiro internazionale, aggiungendo però alcuni contributi originali fortemente legati al contesto artistico, culturale e sociale partenopeo. Sento perciò il dovere di rivolgere un particolare ringraziamento agli organizzatori della rassegna torinese nella persona d’Achille Schiavone nonché a quelli del Festival Internazionale del Cinema Sordo.

Testimonial della rassegna sarà Priscilla, drag queen e performer, che presenterà per la prima volta a Napoli lo short film di Daniele Sartori Priscilla in Mikonos, videoritratto ambientato nella party island queer per eccellenza. Si tratta di un film importante perché non racconta solo il profilo artistico di Priscilla, al secolo l’attore e ballerino Mariano Gallo, ma anche le difficoltà incontrate nella vita privata per la propria scelta professionale.

Quali saranno gli altri principali contributi cinematografici , che saranno presentati?

Indubbiamente quelli legati al territorio come il docufilm La Tarantina del noto autore e regista Fortunato Calvino, che racconta in maniera asciutta e puntuale la storia incredibile di uno degli ultimi “femminielli” che è possibile incontrare tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli. E poi  e My Nature di Gianluca Loffredo e Massimiliano Ferraina, che narra con grande attenzione e delicatezza la storia e il percorso umano ed emotivo di un ragazzo transessuale.

Come si strutturerà il festival?

NapoliDivine prevede due momenti distinti: il primo sarà dedicato alle scuole (Palazzo Pan – 14 e 15 dicembre , h 9.30) perché crediamo fondamentale riconoscere al cinema una forte peculiarità educativa e formativa. Il secondo, che chiamerei l’evento festival, sarà invece aperto a tutta la cittadinanza e si svolgerà presso le Officine Gomitoli, all’interno dell’ex Lanificio Borbonico Sava, nelle serate del 20 e del 21 dicembre. Entrambi i momenti prevedono accesso libero e gratuito. Perché, mi interessa rimarcare che questo Festival, a differenza di tutti gli altri , si fonda davvero sulla sinergia costruttiva del volontariato. È un festival costruito a partire dal volontariato e vuole essere del tutto inclusivo.

Quali le difficoltà incontrate nell’organizzazione di NapoliDivine?

Qualche difficoltà c’è stata ma non è derivata dagli artisti e dalle associazioni coinvolte. Anzi da questo punto di vista la “rete” di chi opera nel volontariato è stata quanto mai virtuosa. Gli ostracismi, paradossalmente, nascono dalla presunzione di alcune piccole realtà locali che credono di essere le uniche a poter fare rassegne cinematografiche su tematiche lgbti. Non capiscono che l’unione fa la forza e, soprattutto, che le loro sono rassegne lgbti con sponsor e mission legata al cinema come momento d’evasione. NapoliDivine è invece una rassegna internazionale di puro volontariato e tratta film-documentari, le cui qualità sono legate alle specificità “educative” o “informative”. Dallo stesso programma, consultabile online, se ne può avere totale contezza