Valeria Fedeli, polemiche tra gender e laurea

Attacchi dell’area politica di riferimento del Family Day alla neoministra dell’Istruzione. Sotto accusa la firma al ddl per la diffusione del rispetto delle diversità e la polemica sul titolo di studio. Pride Online ne ha parlato con Luisa Garribba Rizzitelli

Valeria Fedeli, polemiche tra gender e laurea

Ci risiamo. Un po’ come le ondate pestilenziali, ecco che torna, con tutto il carico di violenza, la famigerata teoria gender. A poche ore dall’insediamento del nuovo governo targato Pd a conduzione Gentiloni è infatti partito il linciaggio da parte delle opposizioni, area politica di riferimento del popolo del Family Day. Protagonisti la parlamentare Eugenia Roccella (Idea), Alessandro Pagano (Lega dei Popoli-Salvini), Giovanni Donzelli (coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia) e l’immancabile Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce e fondatore del Popolo della Famiglia.

Pietra dello scandalo la neo ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, nota negli ambienti dell’associazionismo e da sempre in prima linea nelle lotte per i diritti tanto delle donne quanto della comunità lgbti. Il suo nome è legato alla firma in calce al ddl sull’introduzione dell’educazione di genere nelle scuole. Ed ecco tornare alla ribalta le argomentazioni del fondamentalismo integralista cattolico, che paventa la presenza di una teoria gender nelle scuole di ogni ordine e grado atta a diffondere l’omosessualità e insegnare pratiche contro natura. Falsità che la stessa ex ministra dell’Istruzione Stefania Giannini ha bollato come “truffa culturale”, ricordando che il ddl riprende una raccomandazione del Comitato dei ministri Ue per la diffusione della cultura del rispetto contro le discriminazioni di genere e l’omofobia.

L’ultimo attacco, in ordine d tempo, riguarda una laurea dichiarata e che non esisterebbe. Così per fare il punto della situazione abbiamo deciso di commentare quanto sta avvenendo con Luisa Garribba Rizzitelli, femminista fondatrice della rete per i diritti Rebel Rebel.

Luisa, che cosa ne pensi dell’ultima polemica sulla “falsa” laurea della neoministra?

«Dico subito che si tratta di un attacco sul nulla. Il titolo conseguito dalla ministra Fedeli è equiparato alla laurea breve triennale. Parliamo di una donna che ha speso la sua vita in maniera coraggiosa nel femminismo per la difesa difesa dei diritti delle donne e delle minoranze. Una polemica che si smonterà per mancanza di consistenza.»

L’area politica di riferimento del Family Day torna coi soliti metodi a difesa della famiglia. Ma lo fa ponendo sotto attacco non il dicastero dell’Economia o del Lavoro, a cui chiedere politiche familiari, ma quello dell’Istruzione…

«È in realtà un attacco violento contro una donna, ma, soprattutto, contro un ministero cruciale per la cultura e la formazione dei giovani, degli studenti e degli stessi insegnanti. Un settore, su cui l’integralismo cattolico ha sempre cercato di allungare i propri tentacoli”.»

Di carne al fuoco per mettere in cattiva luce Valeria Fedeli e alimentare il malcontento degli elettori ce n’è tanta: attacco alla famiglia e ai valori tradizionali e poi, soprattutto, l’accusa di aver mentito sul proprio percorso di studi. Come pensi che agirà la ministra dell’Istruzione?

«Valeria Fedeli ha una storia personale di grande forza e coraggio dimostrati in tante lotte. Quindi si scrollerà di dosso questo fango. Il pericolo è che si cavalchi un populismo rabbioso, anche se credo che sia compito della stampa evitarlo. Già oggi Il Corriere della Sera chiude la polemica del titolo di studio confermandone, come già accennavo, l’equiparazione all’attuale laurea breve»

  • Luca Balotelli

    quanta retorica da due soldi “spendere la vita in maniera coraggiosa” vuol dire correre rischi e non ottenere vantaggi, La ministra invece, come le varie Boldrini e simili, e’ esponente del politicamente corretto, dell’associazionismo amato dalle elites economiche liberali, non solo non ha corso rischi nella sua “missione” ma al contrario ha ottenuto un mare di vantaggi, ultimo in ordine di tempo il ministero dell’istruzione avendo un diplomino che non le avrebbe permesso neppure di fare il concorso per bibliotecaria in un liceo. Non c’e’ che dire una vera eroina. Comico poi il riferimento alla stampa che dovrebbe educare il popolo, peccato che oggi tutti i commentatori non addormentati, da Mieli in poi, hanno capito che il popolo alla stampa di regime non crede piu’, e’ stato ingannato troppe volte dai giornaloni e dagli esperti. Brexit trump e il referendum italiano ne sono la prova del nove. Tutta la stampa e I commentatori chic hanno detto una cosa, il popolo ha votato per il contrario, sara’ cosi’ anche sui temi etici, basta aspettare un po’.