19 Dicembre, il giorno degli attentati

Ad Ankara ucciso l’ambasciatore russo Andrey Karlov. A Zurigo sparatoria in una centro islamico. A Berlino un tir travolge la folla in un mercato natalizio: 12 morti e una cinquantina di feriti (VIDEO)

19 Dicembre, il giorno degli attentati

Il 19 dicembre è un triste giorno e sarà difficile da dimenticare.

Nel pomeriggio la notizia dell’ uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov. In tarda serata, invece, quella dell’attacco nel centro di Berlino.

Durante una mostra fotografica, nel quartiere di Cankaya ad Ankara, un giovane poliziotto di 22 anni ha sparato, davanti alla folla, otto colpi di pistola. I primi in aria e gli altri direttamente contro l’Ambasciatore Karlov, uccidendolo e ferendo altre due persone. L’uomo è stato identificato come Mert Altintas, che, proveniente da Aydin, si era diplomato nel 2014 all’accademia Rustu Unsal di Smirne.

Le autoritá russe hanno subito definito l’ attacco un attentato terrorista. Il giovane infatti, durante la sparatoria, ha gridato: “Allah é grande! Noi moriamo ad Aleppo e tu muori qui”. Una chiara vendetta per la tragica situazione che sta vivendo la città siriana. Durante l’ultima settimana le autorità turche avevano dato ordine di rafforzare le misure di sicurezza per la delegazione russa nel Paese dopo alcune manifestazione davanti alle ambasciate di Russia e Iran, in cui i partecipanti promettevano vendetta per Aleppo.

L’attentato arriva infatti in un momento molto delicato in cui Russia e Turchia stanno mantenendo importanti relazioni diplomatiche bilaterali, prime tra tutte quella sulla guerra siriana. Il sindaco di Ankara ha motivato il gesto del giovane come una chiara volontà di ostacolare gli equilibri tra i due Paesi, sempre molto delicati e non sempre cosi pacifici.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha immediatamente chiamato il suo omologo russo Vladimir Putin dopo l’omicidio. E in un comunicato il ministero turco degli Esteri ha dichiarato: “Condanniamo questo vile attacco terroristico. L’ambasciatore Karlov è stato un diplomatico eccezionale che ha lavorato in un periodo difficile in Turchia e si è guadagnato la stima di tutto lo stato per le sue capacità personali e professionali. Non permetteremo che questo attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia”.

Dopo questa notizia di rilevanza internazionale, in serata ne è arrivata un’altra da Berlino.

Un tir si è scagliato contro la folla in un mercatino di Natale nel pieno centro della capitale tedesca. Il bilancio è di 12 vittime e più di 50 feriti.

Secondo un poliziotto testimone la manovra dell’autista indica una chiara volontà di investire le vittime. Il veicolo è infatti salito sul marciapiede e ha investito tutti coloro che si trovavano nel mercatino, vicino alla popolare strada di Kurfuerstendamm, per circa 80 metri prima di fermarsi.

Le autorità tedesche hanno arrestato l’autista, mentre un secondo uomo presente nel tir risulta morto nell’ impatto.

Il camion, di targa polacca, proveniva da Milano e trasportava acciaio. Il proprietario della compagnia ha dichiarato che il tir era guidato da suo cugino e che non sarebbe dovuto passare per il centro della cittá. Probabilmente sarebbe stato quindi rubato. Le autorità hanno confermato che l’uomo trovato morto è di origine polacca. Le indagini dovranno chiarire le dinamiche e i motivi di un accadimento che ricorda molto, nella modalità, quello avvenuto a Nizza la scorsa estate e rivendicato poi dall’Isis.

Due eventi, quelli della giornata del 19 dicembre, sicuramente molto diversi, ma che non possono non far riflettere sulla situazione internazionale che stiamo vivendo. Molti infatti i messaggi di cordoglio e di vicinanza al popolo tedesco e russo, ma molti anche i messaggi in cui si prega di non dimenticare l’olocausto di Aleppo.

In cinque anni di guerra infatti i morti siriani sono piu 470mila, di cui migliaia bambini, ma potrebbero essere molti di piú. Piú del 45% della popolazione siriana non ha piú una casa dove vivere o dove tornare. L’aspettativa di vita è passata dai 77 anni nel 2011 a 55 anni nel 2015.

Mentre in Germania si piange la morte di persone, che cercavano di passare una piacevole serata natalizia, non si può dimenticare che in un Paese dell’area mediterranea quale la Siria si sta verificando una delle crisi umanitarie piú gravi del secolo. Un massacro di migliaia e migliaia di innocenti, che quotidianamente lanciano grida di aiuto ma che nessuno sembra ascoltare.

Le nostre coscienze non dovrebbero fare differenza le vittime in base alla nazionalità o alle latitudini. L’indifferenza davanti ai massacro d’Aleppo dovrebbe far riflettere tutti coloro che son già pronti a pubblicare i profili con le bandiere tedesche ma che non sanno nemmeno come sia fatta quella siriana.