Stato Civile, Adinolfi all’attacco della trasmissione di Rai3

Indottrinamento gender e dati auditel impietosi tra le accuse del giornalista, che invoca le dimissioni della direttrice Daria Bignardi. Pride Online ne ha parlato con Laura Cirilli, autrice del programma dedicato alle unioni tra persone dello stesso sesso

Stato Civile, Adinolfi all’attacco della trasmissione di Rai3

Sotto attacco Stato Civile, la trasmissione di Rai3 dedicata alle unioni tra persone dello stesso stesso. A sollevare il caso Mario Adinolfi, che non ha digerito la programmazione in prima serata dal 26 al 31 dicembre.

Dal suo profilo fb il giornalista ha mosso un violento j’accuse a Daria Bignardi, direttrice della terza rete, per aver promosso un’opera di «indottrinamento gender» e «propaganda dell’omogenitorialità» coi soldi dei contribuenti italiani. E, per giunta, nelle «giornate natalizie per offendere in maniera così provocatoria radici e sentimenti del popolo italiano per compiacere una piccola lobby di potenti e di amici degli amici».

Adinolfi ha rincarato la dose in un post pomeridiano, parlando di «dati auditel impietosi» e invocando le dimissioni di Daria Bignardi.

.Al di là dei toni concitati non può sfuggire la speciosità dell’argomento della pubblica contribuzione, dato che a pagare il canone televesivo sono tante persone (non solo lgbti) nettamente favorevoli al nuovo istituto giuridico. Maggiormente infondate appaiono le questioni dell’indottrinamento gender – non esistendo una tale ideologia – e dell’omogenitorialità, qualora si consideri che il programma è dedicato alle unioni civili e non all’eventuale presenza di figli all’interno delle “formazioni sociali specifiche“. Senza parlare poi del richiamo al presunto flop della trasmissione da parte del leader d’un partito quale Il Popolo della Famiglia, che alle recenti amministrative ha viaggiato tra lo 0,4% e l’1,95% dei consensi.

Sulla querelle adinolfiana, la cui portata è stata amplificata da testate come Il Giornale e Libero, Pride Online ha intervistato Laura Cirilli, una delle autrici della trasmissione incriminata.

Laura, che cos’è Stato Civile e com’è nato?

Prodotto dalla “Panama Film”, Stato Civile – L’amore è uguale per tutti è un programma di Francesco Siciliano, Paolo Rossetti, Riccardo Brun e incentrato sul vissuto di coppie dello stesso sesso, che si sono unite civilmente. Gli autori, oltre a me, sono la capoprogetto Annalisa Mutariello, Daniela Collu, Francesco Cordio mentre il regista è Giampaolo Marconato. L’idea era gia nata durante l’ultima fase dell’iter parlamentare del ddl sulle unioni civili e, ovviamente, ha preso corpo all’indomani della relativa approvazione alla Camera.

Quante coppie avete intervistato?

12 in tutto. Il successo del programma è stato tale che stiamo già lavorando alla seconda edizione. Questa, a differenza della prima che si basava su due coppie a puntata, partirà dal 22 gennaio con un palinsesto ancora da definire. Al momento sono previste quattro puntate dalla durata di circa 45 minuti ma incentrate sul vissuto d’una sola coppia.

Quale arco temporale ha coperto la prima edizione?

Circa due mesi: dal 3 novembre all’8 dicembre sempre alle 23.15. Adesso dal 26 dicembre sono iniziate le repliche, che andranno in onda fino al 31 dicembre.

L’attuale messa in onda delle repliche in prima serata ha suscitato le critiche di Mario Adinolfi, che ha parlato di “dati auditel impietosi” dell’intero programma. È vera tale asserzione?

È l’esatto contrario. Stato Civile ha avuto degli ascolti impensabili per noi stessi della Panama Film. Perché, appena si intraprende un percorso nuovo, nessuno può sapere come andrà a finire. La polemica, suscitata da Adinofi, non m’interessa. Il nostro è un programma che parla d’amore al di là d’ogni connotazione politica.

Sì, ma volendo tradurre tutto ciò in numeri precisi?

Benissimo. Ecco i dati d’ascolto puntata per puntata: 1) 5,2% di share con 830mila telespettatori; 2) 5,6% di share con 900mila telespettatori; 3) 6,5% di share con 962mila telespettatori; 4) 6,2% di share con 828mila telespettatori; 5) 5,4% di share con 728mila telespettatori; 6) 5,7% di share con 771mila telespettatori. Parliamo, in ogni caso, di seconda serata. La replica d’ieri, invece, andata in onda alle 20,05 ha registrato uno share del 5,1% con un milione e 145mila telespettatori. E si è trattato d’un pubblico molto eterogeneo. Il programma, insomma, è andato meglio del previsto. Se così  d’altra parte non fosse stato, non sarebbe stato riconfermato.

Prima parlavi di assenza di connotazione politica. Eppure Adinolfi ha parlato della “longa manus” della senatrice Monica Cirinnà sulla realizzazione del programma…

Nessuna “longa manus”. Resta però incontrovertibile che le unioni civili sono oggi possibili grazie a Monica Cirinnà. Come è un dato di fatto la sua presenza in alcune puntate. Ma questo è avvenuto solo perché le coppie intervistate l’avevano scelta per officiare il rito.

Come ha reagito Daria Bignardi agli attacchi di Adinolfi?

Non posso affermare nulla di certo al riguardo. Da quanto so posso solo dire che c’è stata una presa d’atto delle critiche da parte della direttrice di Rai3. Ma come dicevo, a contare sono i soddisfacenti risultati del programma. E per questo si sta lavorando con entusiasmo alla seconda edizione.