Per George Michael il messaggio di Andrew Ridgeley

“Ho il cuore spezzato per la perdita del mio caro amico Yog”

Per George Michael il messaggio di Andrew Ridgeley

Adesso, come era inevitabile, lo piangono in molti. La casa di George Michael sta diventando meta di tantissime persone che vogliono lasciare messaggi e ricordi personali. La sua improvvisa scomparsa, proprio nel giorno di Natale, ha lasciato sgomenti non solo i suoi fan. Il film documentario “Libertà” che proprio George Michael avrebbe presentato nel prossimo marzo, con immagini ed interviste inedite, potrebbe essere portato compimento come un vero testamento dell’artista alla storia della musica. Cento milioni di copie vendute, 2 Grammy, 3 American Music Awards, 3 Brit Awards, un patrimonio personale stimato in 200 milioni di dollari dopo oltre trentacinque anni di carriera: tutti in piedi ad applaudire questo genio del firmamento musicale.

Il coming out

Anima soul: cantante, autore, produttore, amatissimo dalle donne, anche dopo il suo coming out del 1998 dove non nascose al mondo la sua omosessualità, in seguito al suo arresto a Beverly Hills con l’accusa di atti osceni, adescato da un poliziotto in borghese, Marcelo Rodriguez, nel bagno di un locale pubblico. Dopo aver ottenuto il patteggiamento, venne multato per la somma di 810 dollari e condannato a 80 ore di lavoro socialmente utile.

Pochi mesi interpretò un videoclip di una sua canzone, “Outside”, con protagonisti  poliziotti che inseguono coppie eterosessuali ed omosessuali, colpevoli soltanto di fare l’amore nei luoghi più improbabili, stanandole senza pietà. Il video si concludeva con due poliziotti che, dopo aver perseguitato gli amori altrui per tutta la giornata, la concludono baciandosi tra loro.

Il suo compagno Anselmo Feleppa morì nel 1993 a causa dell’Aids: Michael gli dedicò la canzone “Jesus to a Child”.

Nel 2000 partecipò all’evento Equality Rocks a favore dei diritti per le persone omosessuali.

In un intervista del 2006, sulla rete britannica ITV, annunciò l’intenzione di sposare l’allora compagno Kenny Goss, ironicamente affermando che “”nessuno dei due indosserà il vestito da sposa”.

In precedenza alcuni suoi colleghi artisti, come Boy George, Morrisey ed anche Elton John criticarono pubblicamente George Michael affermando che viveva la propria omosessualità in modo ambiguo e conflittuale.

Il tweet di Andrew Ridgeley

Il chitarrista Andrew Ridgeley,  che era stato il co-fondatore dello storico duo degli Wham!, ha espresso la sua profonda tristezza per la morte improvvisa dell’amico: “Ho il cuore spezzato per la perdita del mio caro amico Yog” ha scritto in un tweet riferendosi a George Michael con il soprannome con cui lo chiamava.

“Anche se gli Wham! avevano smesso di produrre nel 1986, il nostro rapporto di amicizia, che era nato sui banchi di scuola, resterà indissolubile in eterno”.

Il comunicato della polizia

Emergono nuovi particolari sulla morte di George Michael: “In questa fase la morte viene trattata come inspiegabile, ma non sospetta. Un post portem (autopsia) verrà intrapresa a tempo debito”, così recita in un comunicato della Thames Valley Police.

Anche se la polizia ha rifiutato di fornire ulteriori informazioni su una possibile causa della morte, Michael Lippman, manager di lunga data del cantante, ha detto a The Hollywood Reporter che l’artista si è spento improvvisamente per un’insufficienza cardiaca.

Il suo attuale compagno, Fadi Fawaz, ha affermato di essere stato lui ad accorgersi che era ormai morto sul letto durante il sonno.

I servizi di emergenza sono stati chiamati a casa di George Michael, situata a Goring (una frazione a circa 60 km dalla capitale londinese) poco prima delle ore 14 del 25 dicembre: a prestare i soccorsi è stata un’ambulanza di South Central che, all’arrivo nella casa del cantante, ha potuto solamente constatare il decesso.

I problemi di salute

Michael aveva avuto gravi problemi di salute nel 2011, quando a causa di una polmonite aveva rischiato la vita. Curato in un ospedale di Vienna, dove aveva subìto anche un delicato intervento, aveva ricominciato a cantare dopo un periodo di riabilitazione.

Già nel 2005 attraversò un lungo periodo di depressione, aggravato sia precedentemente dalla morte del suo compagno e successivamente dalla scomparsa sua madre. Raccontò che per molti anni consumò molta marijuana, “ arrivai a farmi 25 canne al giorno” e fece assunzione di molti farmaci.

Gli Wham!

George Michael aveva iniziato la sua carriera negli anni ottanta con il duo dei Wham! insieme al suo compagno di scuola Andrew Ridgeley. Cominciarono a suonare insieme nel 1979, in una band chiamata Executive. Sul rinnovato clamore del pop britannico, furono artefici di brani molto adatti alla vivacità musicale di quegli anni che arrivarono subito al successo. Il debutto avvenne nel 1982 con Wham Rap!(Enjoy what you do), un singolo che raggiunse il terzo posto della classifica britannica. Nel 1983 uscì l’album Fantastic con il brano Young Guns (Go for it!) e, soprattutto le più celebri “Bad boys” e “Club Tropicana”,  un perfetto mix di soul e rock and roll. L’anno successivo, con Make it bit, scalano le classifiche anche negli USA grazie alla ballatissima “Wake me up before you go-go” ed alla malinconica e superlativa “Careless whispers”.

Dopo due anni di “riposo”, nel 1986 si ripresentarono al grande pubblico con due nuovi album: Music from the Edge of Heaven a cui seguì The Final, che segnarono la fine della produzione artistica degli Wham!, con un concerto di addio allo stadio di Wembley,  per spalancare invece le porte alla brillante carriera da solista di George Michael.

Nel 1988 George Michael si esibì al Mandela Day, cantando tre canzoni di artisti di colore che lo avevano sempre ispirato: Sexual healing di  Marvin Gaye, Village ghetto land di Stevie Wondewr e If you were my woman di Gladys Knight.

La carriera da solista

Il debutto da solista per George Michael arrivò subito nel 1987 con Faith che riuscì a vendere 20 milioni di copie, si aggiudica 2 Grammy e diventò l’icona white soul vestito di pelle nera con i suoi in separabili Ray Ban nella sensualissima I Want your sex.

Per decenni produsse pezzi di successo da “Father figure” a “Don’t let the sun go down on me” in duetto memorabile con Elton John, sviluppando una maggiore creatività rispetto alla leggerezza di certi schemi musicali molto commerciali degli anni ottanta, a cominciare da un brano di spessore come “Praying for time” : col suo disco Listen Without Prejudice vol. 1, uscito nel 1990 , volle adottare un contenuto meno frivolo, occupandosi nelle canzoni di temi sociali. Il volume 2 non sarà mai pubblicato, ma 3 brani confluiranno nella compilation Red, Hot & Dance due anni dopo a scopo di beneficenza per la lotta contro l’Aids (George offre i brani Too funky, una hit su singolo, Happy e Do you really want to know. Partecipano alla realizzazione anche Madonna e Seal). Il vol.I fu prodotto senza comparire in copertina, né realizzare video, né rilasciare interviste, il solo singolo Freedom 90  fu accompagnato da un videoclip, in cui comparve la modella Linda Evangelista ma non lui. L’album, dal punto di vista commerciale, risentì della mancanza pubblicitaria dell’artista: nel 1992 iniziò una battaglia legale, poi persa, contro la casa discografica Sony che lo portò tuttavia ad anni di silenzio discografico. Il cantante accusò la Sony, fra l’altro, di non avere adeguatamente pubblicizzato il suo secondo album da solista, che aveva venduto poco negli  USA. La Sony ribatté che Michael si era rifiutato di apparire nei video promozionali e che era stato questo a provocare l’insuccesso dell’album.

Partecipò a Wembley il 20 aprile del 1992 al concerto tributo dei Queen per Freddie Mercury, dove interpretò diverse canzoni tra cui in modo memorabile “Somebody to Love”. Fu, probabilmente, l’unico che resse il confronto con Freddie. Furono cinque minuti di assoluta magia. Dal concerto viene comunque tratto un EP, intitolato “Five Live”, accreditato a “George Michael & Queen & Lisa Stansfield”.

Solamente nel 1996 pubblicò un nuovo lavoro artistico, Older, scrivendo sul retro della copertina un ringraziamento “For waiting” per averlo atteso tutti questi anni.  Dall’album vengono estratti sei singoli, tra cui la ballata Jesus to a Child dedicata al suo compagno scomparso.

Il 10 aprile 1997 partecipò al VH1 Honors, cantando in duetto con Stevie Wonder. Nel 1998 pubblicò la raccolta Ladies & Gentlemen – The Best of George Michael, una raccolta dei suoi successi con tre brani inediti: As, A moment with you e il già citato Outside con l’ironico video contro la polizia dopo il suo arresto per atti osceni in un bagno pubblico.

Nel 1999 l’album Songs from the Last Century, una cover di alcuni classici del XX secolo: Roxanne (gruppo britannico  The Police), delicata storia di prostituzione, costituisce il brano di punta del disco.

Nel 2000 celebri i duetti con Whitney Houston (If I Tlod You That) e con il tenore Luciano Pavarotti nell’evento Pavarotti & Friends.

Nel 2002 arrivarono due nuovo brani: Freek! e Shoot the dog, quest’ultimo caratterizzato da un video-cartoon satirico in polemica contro l’imminente guerra in Iraq e contro l’alleanza tra il presidente statunitense George W. Bush ed il premier britannico Tony Blair.

Due anni dopo ecco il nuovo album, Patience. Nel 2005 presentò al Festival di Berlino il suo documentario autobiografico A different story.

Fece seguito il nuvo singolo An Easier Affair, che anticipò la sua seconda raccolta, Twenty Five per celebrare i suoi 25 anni di carriera. Della raccolta anche tre inediti ed il remake di Heal The pain in duetto con Paul McCartney.

Nel 2006 con il 25 Live Tour, George Michael partendo da Barcellona si esibì in ben 41 Paesi. Le tappe in Italia furono: Milano, Padova, Lucca e Roma (2007).

Le ultime due date del 25 Live, tenutesi ambedue a Londra all’Earls Court Olympia il 24 e 25 agosto, sono state nominate “The Final Two” per l’intenzione dell’artista di ritirarsi dalle scene.  L’ultima data live definitiva dopo il “The Final Two”, si tenne il 30 agosto 2008 a Copenaghen. Ma alla fine del 2009 annunciò invece di voler fare altri concerti in Australia.

Nel 2011 la pubblicazione di una cover dei New Order, True Faith, a scopo benefico. In onore del matrimonio del Principe William con Catherine Middleton rilasciò invece la cover You and I di Stevie Wonder. Nello stesso anno annunciò il Symphonica Tour mondiale con un’orchestra sinfonica: in Italia si esibì a Firenze, Napoli, Verona e Milano, prima del suo ricovero d’urgenza a Vienna per una grave polmonite.

Nel 2012 si esibì in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra in Freedom e White Light per poi riprendere il suo tour interrotto: il 4 settembre 2012 dedicò il suo nuovo concerto allo staff medico che gli salvò la vita.

Con il suo nuovo album Symphonica nel 2014, pubblicato in formato digitale su iTunes e successivamente in cd, volle inserire tutti i suoi successi eseguiti durante i concerti dell’omonimo tour.