La bambina transgender che ha cambiato i diritti delle persone trans

La sua campagna di comunicazione ha cambiato una nazione. La sua storia rende Malta lo Stato più avanzato per i diritti egualitari alle persone transessuali

La bambina transgender che ha cambiato i diritti delle persone trans

Si chiama Willa Naylor, 8 anni, lunghi capelli castani, due occhi grandissimi. Nata biologicamente maschio, Willa (https://www.facebook.com/Willa-Naylor-648015392002570/) ha iniziato ad esprimere la sua identità di genere a due anni, parlandone però con la madre solo quando aveva cinque anni. I suoi genitori, James Naylor e BexNaylor, sono stati entrambi di supporto alla presa di coscienza identitaria della loro bambina durante il suo percorso di crescita e accettazione; e una volta che lei era pronta, Willa ha espresso anche fuori casa, a scuola, al parco giochi, con gli amici la sua vera identità.

Con la sua storia ha cambiato l’intera situazione dei diritti verso le persone transessuali a Malta. Della Repubblica di Malta avevamo già parlato (http://prideonline.it/2016/12/08/malta-vieta-le-terapie-riparative/) ma non rispetto alla sua alta democrazia che attualmente riguarda l’identità di genere e il trattamento paritario per le persone che affrontano il processo di transizione. È di dicembre infatti l’adozione di un codice normativo che depatologizza l’identità delle persone transessuali, che  introduce politiche di inclusione per le persone trans nelle strutture scolastiche e carcerarie e che salvaguardia i diritti dei minori che stanno affrontando il processo di transizione.

Mina Tolu, Communications Officer presso la Tgeu (http://tgeu.org/malta-adopts-ground-breaking-trans-intersex-law/) ha dichiarato: «Questo riconoscimento non è solo legislativo. E la comunità trans a Malta si sta rendendo conto che il prossimo passo dovrebbe essere l’accesso a un’assistenza sanitaria adeguata, accessibile e di alta qualità per le persone trans nel Paese. Attualmente uno specifico programma sanitario per le persone transessuali non è disponibile nel sistema sanitario nazionale e questo può influenzare negativamente il benessere di tutti e tutte le cittadine maltesi trans. Le leggi ora sono mutate anche grazie all’intervento di una bambina. Willa. Noi dobbiamo tutte e tutti ringraziarla».

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Ha inoltre scritto un libro: Truly Willa, letteralmente “veramente Willa”,  in cui si racconta e condivide il suo percorso identitario con altre bambine e bambini, insieme ai loro genitori, che stanno la stessa esperienza. Willa Nayor è una socia attiva dell’organizzazione Gender Liberation (LINK https://www.facebook.com/genderliberationNGO) e la forza di questa bambina, insieme al supporto della famiglia, ha potuto dare una svolta al Paese.

Il padre, James Naylor, ha infatti preso una parte attiva nel processo di cambiamento del paese: «Le norme vigenti imponevano che a scuola Willa, registrata con il genere maschile, andasse vestita da maschio e rispondesse ai pronomi maschili» ha raccontato, «e la scuola non poteva cambiare il modo in cui la mia bambina era registrata. Il governo doveva riconoscere un’apposito codice legislativo sull’identità di genere dei minori. E così abbiamo fissato incontri con i ministri, alla fine, e in realtà il ministro che è stato incaricato di lavorare a questa nuova legislazione ha concesso il permesso a Willa di andare a scuola come una ragazza». Malta, grazie alla loro campagna comunicazionale ha attualmente le leggi che garantiscono più tutela alle persone transessuali. E Willa si racconta pubblicamente: «mi ricordo che da piccola amavo delle scarpe rosa con i brillantini, le volevo così tanto che mia madre me le comprò e io le indossai contentissima. Un amico dei miei genitori ha specificato guardandomi che non era un bene farmi crescere con cose da femmina. Ma cosa sono le cose da femmina? E in che modo puoi crescere tuo figlio o tua figlia senza conoscerlo? Mio papà ha dovuto imparare a non chiamarmi “bambino”. Ora lottiamo tutti insieme per chi non può esprimere chi è realmente».

La forza di Willa, la sua voce ferma e il suo volto sorridente da bambina hanno mutato un paese. L’attenzione mediatica sulla sua vita, in cui sottolinea come «Quando i miei genitori hanno visto chi ero, la mia vera identità mi hanno lasciato esprimere la mia identità anche fuori casa. Il Gender Identity Bill è dedicato a me ed io ne sono fiera». La sua campagna a favore del Gender Identity, Gender Expression and Sex CharacteristicsAct è sintetizzata in un video. Parole fortissime dette da una bambina che lotta per esprimere chi è. Per vederla clicca qui (LINK https://www.youtube.com/watch?v=Kp8asILVM70).