Agender, l’iniziativa di Gaypost.it per il 2017

Un’agenda creata per celebrare il nuovo anno a dieci mesi dal lancio della testata online. Pride Online ne ha parlato con Caterina Coppola, attivista e fondatrice della dinamica start-up giornalistica

Agender, l’iniziativa di Gaypost.it per il 2017

1° marzo 2016 -1° gennaio 2017. Gaypost.it compie dieci mesi di vita e celebra il nuovo anno col lancio d’un’agenda del tutto differente dalle altre. Dal nome ironicamente evocativo l’elegante taccuino con pagine datate rende al meglio l’immagine che la testata online è riuscita a dare di sé. Quella, cioè, d’un mezzo d’informazione seria e alternativa per la comunità lgbti.

Di un primo bilancio dell’attività svolta Pride Online ha parlato con Caterina Coppola, giornalista e cofondatrice della start-up.

coppola

Caterina, come e perché è nato Gaypost.it?

Gaypost.it è nato l’1 marzo scorso dall’idea, condivisa tra tutti i fondatori  – oltre a me, vorrei citare Dario Accolla, Michele Giarratano e Daniele Bigucci -, che fosse il momento di lanciare un progetto diverso da quello che offriva già il panorama. L’idea è quella di far parlare la comunità, ma anche di parlare della comunità a chi non ne fa parte, di portare alla luce quel fil rouge che lega tutte le questioni che riguardano i diritti civili e le discriminazioni. Per questo parliamo spesso di donne, ad esempio, o di body shaming e cerchiamo di farlo con un linguaggio comprensibile a tutti.

Quali secondo te gli obiettivi raggiunti a dieci mesi dall’avvio della testata?

L’obiettivo principale raggiunto sono i riconoscimenti che ci arrivano da chi ci legge e da chi ci segue. Sempre più assiduamente le persone si rivolgono a noi per avere pareri e consigli sui temi più diversi: da quelli legali a quelli psicosessuologici. E questo è una prova del fatto che ci viene riconosciuta un’affidabilità e un’autorevolezza su cui lavoriamo costantemente e che ci auguriamo di sapere mantenere ed estendere nel nuovo anno. Desideriamo, in sostanza, crescere non solo dal punto di vista dei numeri ma anche da quello della credibilità.

Quante persone al mese seguono in media Gaypost.it?

A neanche un anno dalla nascita possiamo vantare punte di 200mila accessi mensili. Inoltre la nostra pagina Facebook ha superato i 12mila fan e conta numerose interazioni giornaliere. È un inizio, chiaramente, ma ci sembra un buon inizio. Il dato che mi piace sottolineare è che il nostro pubblico è diviso equamente tra donne e uomini (è così che gli strumenti online classificano gli utenti).

Qual è l’articolo che ti è più caro tra quelli pubblicati?

Questa è una domanda difficilissima perché sono più di uno. Per quello che mi riguarda, tengo particolarmente all’articolo scritto l’8 marzo sulle donne che partoriscono figli per altri genitori. Ma ci sono molte storie che abbiamo raccontato e alcune notizie che abbiamo dato per primi, come quelle su alcune sentenze storiche. C’è il post sulla nascita di Alice, la seconda figlia di Michele Giarratano e Sergio Lo Giudice, a cui sono affezionata. E infine i pezzi con cui Dario tenta di tenere alta l’asticella dei diritti, senza fare sconti a nessuno.

Per il 2017 avete lanciato Agender. Che cos’è e quali sono i fini a essa sottesi?

Agender è nata quasi per scherzo, grazie alla creatività del giovane artista pugliese che le ha prodotte per noi (lo trovate su Facebook come “Salvo la maglietta“). È quello che sembra: un’agenda. Ma è un’agenda che gioca ironicamente con il termine “gender” bistrattato e caricato di negatività in questi anni e di cui bisogna riappropriarsi per restituirgli il senso e la dignità che merita. Con l’arma dell’ironia, che a Gaypost.it pensiamo sia sempre la migliore contro l’odio e le bugie.

Il gioco di parole nel nome è evidente. C’è soltanto ironia o anche un po’ di rammarico per il fatto che il fantasma della gender theory sia stato fin troppo agitato nell’anno appena trascorso?

No, nessun rammarico per ciò che non è dipeso da noi. L’idea è che quanti hanno comprato Agender (e sono tanti: grazie!) abbiano per tutto l’anno nelle mani qualcosa che ricordi loro non solo Gaypost.it ma anche quell’ironia necessaria a dissacrare certi mostri. Quelli, cioè, creati ad arte da altri per colpire sempre coloro percepiti come più deboli. (Approfitto dell’ospitalità di Pride Online per scusarmi per qualche ritardo nelle consegne: sono i tempi dilatati di poste e corrieri sotto le feste, purtroppo).

È un po’ l’augurio per il 2017. Insieme a quello di mantenere la forza e l’energia necessarie per continuare a combattere per i diritti che ancora non sono riconosciuti. Al riguardo mi viene voglia di citare qualcuno molto più saggio di me: “Una risata li seppellirà”. Buon 2017 a tutte e tutti!