Instanbul, colpita la turchia laica, la solidarietà da Orlando al Reina

Ennesima strage in Turchia al Reina, questa volta targata Isis. La Turchia laica, minacciata da più fronti, riceve anche la solidarietà dal Pulse di Orlando.

Instanbul, colpita la turchia laica, la solidarietà da Orlando al Reina

Il 2017 inizia con una tragedia che riporta alla mente le peggiori stragi di Parigi e Bruxelles: 39 morti e oltre 60 feriti. È questo il bilancio dell’attacco avvenuto all’1:30 ora locale del 1 gennaio, nella discoteca “Reina” di Istanbul. A dispetto di quanto rivendicato dal califfato, che attraverso i propri canali ha parlato di un attacco a un luogo in cui i cristiani celebrano una festa “apostata”, l’attentato assume i contorni di un vero e proprio colpo alla Turchia laica, che vede sotto attacco uno dei luoghi simbolo di integrazione e libertà dei costumi.

L’accaduto è certamente da contestualizzare nell’ambito del nuovo ruolo che la Turchia sta assumendo nella lotta contro l’Isis a fianco di Mosca, un’operazione volta a sostenere il regime di Assad contro lo stato islamico che ha certamente aperto un nuovo fronte per il Paese. La Turchia era già teatro di violenti episodi come quelli della scorsa estate, con il presunto Golpe contro Erdogan, nonché di numerosi altri episodi contro stazioni e aeroporti, attribuiti alle diverse realtà indipendentiste come il PKK curdo e ad altri partiti politici extraparlamentari.

Gli attentati considerati “politici” dal governo turco colpiscono principalmente forze di polizia e istituzioni. Gli attentati rivendicati invece dall’Isis tendono a colpire indifferentemente la popolazione.

C’è un filo rosso che lega tuttavia i recenti eventi in Turchia, che va cercato nelle conseguenze di questa situazione. In entrambi i casi, infatti, a farne le spese sono gli spazi e i luoghi di laicità nel Paese, sia che tratti di spazi di comunicazione e culturali, sia che si tratti di luoghi fisici, come ad esempio il Reina.

E’ un fatto che alle porte dell’Europa stia ormai crescendo un regime in cui, oltre alla repressione confessionale di Erdogan, si aggiunge anche la paura del radicalismo dello Stato islamico.schermata-2017-01-02-alle-19-16-09

Il Reina non era solo una discoteca o un night club, come riportato da alcuni media. Si tratta di uno dei  principali club di Istanbul, riportato anche nella guida del The Guardian, un locale che solo dalla presentazione e dalle immagini sul web si propone chiaramente come avamposto di uno stile di vita e di un mondo che in una contrapposizione semplicistica potrebbe definirsi “occidentale”, ma che per un Paese ancora molto legato alla tradizione confessionale significa molto di più. Un simbolo di una libertà che, ancora nella stessa Turchia, viene considerata “promiscua” o antireligiosa, già per il semplice fatto che uomini e donne vanno a divertirsi insieme.

Per questo motivo, l’attentato al Reina, è uno di quegli episodi che rischiano di rallentare o addirittura di bloccare il lento mutamento culturale in atto in Turchia, stimolando sentimenti di intolleranza in molti segmenti della popolazione conservatrice già fomentati dalla propaganda confessionale di Erdogan, un propaganda che rischi di relegare a mero ricordo il processo che aveva avuto inizio a Gezi Park nel 2013.

schermata-2017-01-02-alle-19-18-52Al nostro Paese non resta che mostrare vicinanza e solidarietà, ponendo tuttavia un’attenzione particolare non solo alle vittime, ma anche quelle realtà di aggregazione e libertà che consentono alle persone di esprimersi liberamente. Una solidarietà che è arrivata anche da Kaos LG, la principale organizzazione LGBT turca, e dal Pulse di Orlando, il locale memore della tragedia dello scorso giugno contro le comunità LGBTI, che si stringe attorno alle vittime del Reina. In Turchia come in Florida, infatti, si è trattato di persone che hanno perso la vita in quella che doveva semplicemente essere una serata di divertimento in un luogo di libertà.