Pensione di reversibilità confermata per le unioni civili

Il messaggio Inps 5171 del 21 dicembre 2016: le coppie samesex hanno gli stessi diritti del matrimonio in caso di decesso del coniuge

Pensione di reversibilità confermata per le unioni civili

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Pensione di reversibilità riconosciuta per le unioni civili: l’Inps equipara il componente dell’unione civile a quella del coniuge ai fini previdenziali ed assistenziali. Questi potrà beneficiare, ad esempio, di quanto previsto dalle disposizioni di legge sulla pensione ai superstiti, prestazione economica che ricomprende sia la pensione di reversibilità che quella pensione indiretta.

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L’importo spettante ai superstiti è stimato sulla base della pensione dovuta al lavoratore deceduto, ovvero della pensione in pagamento al pensionato deceduto applicando le percentuali previste dalla legge. La reversibilità spetta nella misura del 60% la pensione del contraente defunto, salvo possesso di redditi superiori alla soglia prevista. In base a quanto previsto dal messaggio Inps del 21 dicembre 2016 dovrà essere lo stesso ente a stabilire procedure, regole e criteri per richiedere la pensione indiretta.

Novità anche in materia di detrazioni per coniuge a carico, assegno familiare e normative in materia di successione. Anche per le unioni civili è prevista l’assegnazione del 50% della quota di successione al partner. Inoltre, al pari del coniuge, anche al compagno civile d’ora in poi, in caso di morte dell’altra parte, spetteranno l’indennità dovuta dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 2118 del Codice Civile e quella riguardante il Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

Messaggio Inps 5171 del 21 dicembre 2016

Le coppie samesex hanno gli stessi diritti previsti in caso di matrimonio, ma al momento restano ancora escluse le convivenze di fatto: a partire dal momento dell’entrata in vigore della legge Cirinnà 76/2016 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/05/21/16G00082/sg), ovvero dal 5 giugno scorso, anche i contraenti unione civile possono beneficiare della reversibilità. Nessuna estensione invece alle convivenze di fatto che non godranno ancora degli stessi diritti spettanti ai coniugi: nel messaggio Inps non vengono, pertanto, specificate regole relative alle convivenze di fatto, che al momento non possono godere della pensione del convivente defunto ma, per quel che riguarda invece le unioni civili si tratta di una conferma che fuga definitivamente ogni incertezza sulla pensione di reversibilità.

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Per i contratti di convivenza, costruiti come garanzia e come disciplina relativa ai rapporti patrimoniali delle coppie, le coppie eterosessuali o omosessuali che decideranno di formalizzare la propria convivenza con la stipula del contratto, non potranno beneficiare quindi della pensione di reversibilità. Chi stipula un contratto di convivenza beneficerà tuttavia di alcuni diritti, tra cui la successione nel contratto di locazione, visita in ospedale e assistenza reciproca tra i contraenti, inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare e garanzie di natura patrimoniali. Già la Cassazione, con sentenza n.22318/2016 del 3 novembre 2016 aveva stabilito che al convivente non spetta la pensione di reversibilità poiché, pur trattandosi di convivenza stabile e duratura è necessaria l’esistenza di un preesistente rapporto giuridico.