Roma, in scena il “Dolce stil novo” rainbow

Alla Sala Umberto “La Divina” di Alessandro Fullin. Un’irriverente rilettura del capolavoro dantesco da parte dell’attore e comico triestino (GALLERY)

Roma, in scena il “Dolce stil novo” rainbow

di Emilio Sturla Furnò

Di “divina” c’è sicuramente l’anima di Liz Taylor. Di “commedia”, l’irriverenza dell’autore e regista. Lasciate, quindi, ogni speranza, o voi che vi illudete di non finire travolti dal “dolce stil novo”. Che, qui, si tinge dei colori dell’arcobaleno. Va in scena a Roma presso la Sala Umberto, dal 12 al 22 Gennaio, la rielaborazione in chiave rainbow de La Divina Commedia di Dante Alighieri, l’ultima sfida di Alessandro Fullin e della compagnia Nuove Forme.

Dopo il successo di “Piccole Gonne”, l’attore triestino – assieme a Tiziana Catalano (celebre volto del duo comico “Le sorelle Suburbe”) e agli attori di Nuove Forme – torna a teatro con “La Divina”, una nuova versione della grande opera del Sommo Poeta, liberamente tratta dall’originale e ricca di aforismi esilaranti e comicità sottile e pungente. Nel cast anche Simone Faraon, Paolo Mazzini, Ivan Fornaro, Mario Contenti e Sergio Cavallaro, che cura, fra l’altro, coreografie e direzione artistica.

Lo spettacolo si apre con l’annuncio di Papa Ratzinger riguardo alla non esistenza del Purgatorio. Dante Alighieri, venuto a sapere della notizia, si precipita per la seconda volta nell’oltretomba per dipanare la spinosa questione e riscrivere la sua opera. Ma quale il seguito? Ne ho parlato per Pride Online con Alessandro.

L’ambiente è quello che più o meno conosciamo in questa travolgente rilettura ricca di spunti Lgbti. Ma chi possiamo incontrare in questo nuovo viaggio di Dante?

Incontriamo vecchi protagonisti, come Virgilio, Beatrice, Paolo e Francesca, Brunetto Latini, più qualche licenza poetica. Annibale, ad esempio: io ce l’ho messo, ma in Dante non c’è. Per fortuna al giorno d’oggi se ne accorgono in pochi. Discorso diverso quando entra in scena Dart Fener…

Dove hai collocato, ora, gli invidiosi, gli iracondi, gli accidiosi?

In realtà non ci sono precisi gironi né gruppi di peccatori che si distinguono chiaramente. Quindi a questa domanda non è facile risponderti. Ma consiglio di venire a scoprirlo di persona.

Nello spettacolo vesti i panni di Dante Alighieri. Cosa pensi che direbbe se potesse vederti?

Abbiamo talmente tanti problemi con i vivi che è più saggio non preoccuparsi dei giudizi dei morti. Visto che il mio spettacolo parla dell’aldilà, direi che anche Dante, che lì dimora da tempo, ha diverse occasioni per divertirsi. Dalla sua somma altezza non vedo come si può preoccupare di un discolaccio come me.

Hai messo nella stessa bolgia Paolo Malatesta con gli Abba, Farinata degli Uberti con Liz Taylor. Cosa hanno in comune?

Hanno in comune la mia predilezione per il camp e quindi per l’imprevedibile. È un po’ come il 28 giugno in piazza. Si vede un po’ di tutto. Del resto il Gay Pride io lo definisco così: terapia di gruppo per dimostrare che si può percorrere una strada senza guardare le vetrine.

Roberto Benigni propone da tempo la lettura dell’opera del Sommo Poeta con grande successo di pubblico nei teatri e in tv. Anche questa irriverente rilettura può essere occasione per far mantenere sempre viva l’attenzione sulla nostra cultura e, in particolare, su un poema intramontabile che forse ha perso un po’ di interesse presso i nuovi lettori. In fondo anche I Promessi Sposi del Trio Lopez Marchesini Solenghi si rivelarono un grandissimo stimolo per “ristudiare” il romanzo di Manzoni. Cosa ne pensi?

Io amo fare la parodia. Dei testi sacri, ma soprattutto di me stesso. In particolare dei propri errori. Se avessi saputo prima che non potevo sposarmi in Chiesa avrei puntato tutto sulla Cresima. Ma non l’ho fatto…

In effetti ne “La Divina” vengono riportate alla memoria alcune tra le terzine più celebri di Dante e si scoprono sotto una nuova luce alcuni dei numerosi personaggi che popolano l’opera. In che modo hai pensato di coinvolgere direttamente il pubblico nel corso della rappresentazione? Come reagiscono gli spettatori?

La risposta del pubblico mi sembra incoraggiante: passa dall’estasi allo sbigottimento. Un po’ la stessa reazione che ho io quando incontro per strada un uomo. Di colore.

Dopo Roma in quali altre città andrà in scena “La Divina”?

Da novembre ad oggi siamo stati a Torino, Casalgrande e Firenze. Dopo Roma ci aspettano Padova, Cattolica, Chioggia, Mestre e Almese (Torino)… E poi, chissà.

GUARDA LA GALLERY

Questo slideshow richiede JavaScript.