Boy George, bufera twitter con i bisessuali

«Molte persone si dicono bisessuali quando in verità sono gay » scrive il cantante. I fan bisessuali lo attaccano: «non siamo gay e lesbiche nascosti»

Boy George, bufera twitter con i bisessuali

L’acronimo Lgbti è in uso come termine ombrello dagli anni 90, rappresenta un crogiolo, un network che accomuna una moltitudine di orientamenti sessuali e identità di genere. Ma spesso, anche troppo frequentemente, la lettera b, la bisessualità, viene tralasciata e diventa pretesto e ragione di comportamenti bi-fobici e discriminatori. È quello che è accaduto qualche giorno fa su Twitter ad opera del famoso cantautore e disc jockey britannico di origini irlandesi Boy George, entrato alla ribalta musicale con i  Culture Club.

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Il tweet di Boy George (https://twitter.com/boygeorge) che ha suscitato l’ira, la polemica e una vera “shitstorm” mediatica è stato pubblicato il 4 gennaio scorso e si riferisce alla morte di George Michael, in particolare alla dichiarazione del partner Fadi Fawaz, successivamente smentita dicendo di aver subito un attacco hacker, e recita: «Ok. Dire “il mio computer è stato hackerato” è come dire “sono bisessuale” o “sto tirando su col naso perché ho un’allergia”». L’ira dei fan, soprattutto bisessuali, ha si è espressa in commenti al tweet come  «sono una tua fan da molto tempo, una tua fan bisessuale e mi sento ferita dal ridurre la mia sessualità ad uno scherzo o ad una menzogna» o ancora «Boy George il tuo commento ha infastidito molte persone, soprattutto bisessuali. Abbiamo già fin troppi problemi a far capire al mondo che esistiamo». Il cantante ha poi rincarato la dose, cercando giustificazioni osservando «Molte persone usano il termine bisessuali quando in realtà sono gay. Io sono bore-phobic (letteralmente noia-fobico)».

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Al di la della vicenda mediatica del cantante soprannominato nelle sue prime performance pubbliche Lieutenant Lush, che ha usato su Twitter l’ironia o il “joke” come fallacia linguistica per screditare l’orientamento sessuale bi, la condizione delle persone bisessuali resta tutt’oggi in bilico tra lo scherzo e comportamenti discriminatori, soprattutto da parte delle stesse persone gay o lesbiche. Screditare verbalmente l’orientamento sessuale e affettivo di una persona considerandola “segretamente gay o lesbica” è da considerarsi un atto discriminatorio tout court. In Italia non esistono studi recenti o sondaggi aggiornati che vaglino le persone bisessuali sul nostro territorio visto il forte clima di discriminazione che la nostra nazione sperimenta. Il “più recente” è un sondaggio Istat del 2012 in cui un milione di intervistati si è dichiarato omosessuale o bisessuale, altri due milioni hanno ammesso di aver provato innamoramento o attrazione con persone dello stesso sesso.

 

L’Italia però sperimenta sulla pelle delle persone bisessuali una doppia discriminazione: quella riguardante l’orientamento bi-affettivo e quella rispetto al genere. La differenziazione netta tra la percezione dell’uomo bisessuale e la donna bisessuale rispetto ai network esterni ci deriva dal fallocentrismo tutto nostrano. Mentre la concezione ridicolizzante dell’uomo de-mascolinizzato se prova attrazione psicofisica verso membri del suo stesso genere viene  contrapposta a quella sessualizzata della donna che si interessa ad altre donne la discriminazione affonda le proprie radici in una percezione della persona bi come confusa o opportunista, come “in una fase”, o come infedele.  E questi pregiudizi, molto spesso giungono dalle stesse persone gay o lesbiche.

Vitale è capire, come scriveva Alfred Kinsey, l’ideatore della celeberrima scala Kinsey sugli orientamenti sessuali,  in ll comportamento sessuale dell’uomo del 1948, che «il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso».

Nei giorni scorsi Boy George aveva rotto il silenzio su George Michael, esternando il suo dolore dopo la notizia della sua scomparsa: Pride ne aveva parlato il 29 dicembre scorso:

Anche Boy George rompe il silenzio su George Michael