Aarhus (Danimarca) e Pafos (Cipro) le capitali europee 2017 della cultura

Dall’inaugurazione nel 1985 con la splendida Atene, finora 54 città in tutta Europa hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento. Nel 2019 sarà Matera

Aarhus (Danimarca) e Pafos (Cipro) le capitali europee 2017 della cultura

Aarhus in Danimarca e Pafos a Cipro saranno le capitali europee 2017 della cultura. Dall’inaugurazione nel 1985 con la splendida Atene, 54 città in tutta Europa hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento. L’obiettivo è valorizzare la ricchezza della diversità culturale dell’Europa con uno sguardo alla storia e all’eredità comune.

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 Le capitali europee della cultura già designate fino al 2020 sono:

  • 2017 – Aarhus (Danimarca) e Pafos (Cipro)
  • 2018 – Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta)
  • 2019 – Plovdiv (Bulgaria) e Matera (Italia)
  • 2020 – Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda)

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Aarhus

Aarhus è la seconda città più grande della Danimarca, con una popolazione di oltre 330mila abitanti. Un antico insediamento vichingo, fondato nell’ottavo secolo, che la rende la più antica città della Danimarca. Si tratta, però, anche della città più giovane del Paese, grazie agli studenti che rappresentano il 13% della sua popolazione.

Ad Aarhus è presente un importante museo d’arte (Aros) e la grande collezione archeologica del museo Moesgaard. L’attrazione più emozionante è il centro storico, un museo a cielo aperto. La città è anche noto per i musicisti che vi sono vissuti e la forte reattività in campo musicale.

Il tema per la città di Aarhus è “RETHINK” (ripensare).

Aarhus nel 2017 vuole utilizzare l’arte e la cultura per ripensare le sfide di domani. L’obiettivo è quello di creare uno sviluppo sostenibile – crescita umana e culturale, economica – che ispiri i cittadini a vivere, lavorare e partecipare attivamente nel creare un più forte sentimento europeo.

“Sono stato battezzata nella Cattedrale di Aarhus nel febbraio 1945 – ha spiegato la parlamentare verde danese Margrete Auken – Era l’ultima fase della seconda guerra mondiale, e gli unici due che senza nomi di copertura eravamo mia mamma ed io. La festa poi si è tenuta presso il Marselisborg Hospital perché i miei genitori, che erano medici, in quella fase del conflitto vivevano lì. Naturalmente era impossibile trovare del vino ma si dice che sia stata lo stesso una festa divertente. Io mi sono trasferita con la mia famiglia a Copenaghen a un anno e mezzo ma sono ancora legatissima alla città e soprattutto alla cattedrale di Aarhus. La seconda guerra mondiale e il movimento di Resistenza sono stati fondamentali nella mia crescita personale”

Pafos

Pafos a Cipro fu la capitale del paese, durante i periodi greco e romano. Oggi la città conta quasi 90mila abitanti e ha una ricca eredità storica con molti siti culturali.

Il concetto di capitale della cultura 2017 Pafos è “Open Air Factory” (fabbrica all’aperto).

Il meraviglioso clima di Cipro sicuramente aiuta. La tradizione locale base sullo stile di vita sullo stare all’aperto. L’obiettivo è coinvolgere le persone ad aprirsi a un nuovo modo di pensare, di vivere e di agire per creare nuovi collegamenti tra i luoghi e tra le persone.

Non dimentichiamo la vicinanza di Cipro alla realtà mediorientale. Un ponte tra Asia ed Europa, la base perfetta per uno scambio culturale.

Pafos è molto più di una città qualsiasi. La sua storia risale a 4mila anni ed è stata la capitale di Cipro in epoca greca e romana – ha raccontato il parlamentare cipriota della sinistra unitaria europea Takis Hadjigeorgiou – La variopinta storia combinata con l’apertura multiculturale di questa destinazione turistica le conferiscono una luce speciale. Il castello di Pafos, il teatro, le tombe dei Re e i famosi mosaici sono tutti importanti testimonianze che si possono vedere in città. Non è un caso ed è un onore sia per Cipro che per l’Europa che l’Unesco abbia incluso i siti archeologici di “Nuovo Pafos” e “Palepafos” nella lista dei siti protetti”.