Ottavio Mai, l’intellettuale scomodo dalle mille anime

Un mese fa in Piemonte il ricordo del regista romano a 70 anni dalla nascita. Pride Online ne ha voluto ripercorrere la vicenda umana e artistica con Francesca Puopolo, presidente di Arcigay Torino

Ottavio Mai, l’intellettuale scomodo dalle mille anime

Ottavio Mario Mai. Un artista così poliedrico da sfuggire a ogni tentativo di de-finizione. Già, perché volerne inquadrare in determinati confini la vicenda umana e artistica significherebbe far torto a questa singolare figura della cultura italiana del secolo scorso.

Per i più il suo nome resta legato al festival di cinema a tematica Lgbti “Da Sodoma a Holliwood” (oggi denominato “Torino Gay & Lesbian Film Festival“), ideato col compagno Giovanni Minerba. Ma Ottavio non fu solo maestro della settima arte come regista e sceneggiatore. Ma anche scrittore, poeta, attivista del FUORI, militante del partito Radicale.

Scomparso l’8 novembre 1992, Ottavio Mario Mai avrebbe compiuto 70 anni il 9 dicembre scorso. In quella data è stato ricordato in Torino attraverso un percorso di memoria attiva, organizzato dal locale comitato Arcigay che si fregia del nome dell’intellettuale.

D’un’esperienza artistica così complessa Pride Online ha cercato di tracciare una pista di lettura con Francesca Puopolo, presidente di Arcigay Torino.

Francesca, chi era Ottavio Mai e perché ricordarlo il 9 dicembre scorso?

Ottavio Mario Mai è stato un attore, regista, sceneggiatore, scrittore, poeta e attivista per i diritti Lgbti. Fu ideatore, insieme al compagno di una vita Giovanni Minerba, del festival del cinema Lgbt “Da Sodoma ad Holliwood” di Torino. Il 9 dicembre il comitato Arcigay Torino, che proprio a Ottavio Mai è dedicato, ha proposto in CasaArcobaleno  una serata dedicata al racconto della sua vita dal titolo “Nel cuore il cinema: I 70 anni di Ottavio Mario Mai”. In quell’occasione Ottavio Mario Mai avrebbe infatti compiuto settant’anni.

Quale delle sue opere ritieni più significativa e perché?

L’intera opera di Ottavio Mario Mai è densa di significato. Vale la pena ricordare il giorno in cui lo stesso Ottavio e Giovanni Minerba , vedendo l’ennesimo personaggio gay stereotipato al cinema in “Le occasioni di Rosa” di Salvatore Piscitelli, decisero seduta stante di girare in prima persona un film che proponesse una nuova prospettiva, allontanandosi dalla figura dell’omosessuale macchiettistico presente nel cinema italiano del tempo. Da allora, dopo il primo lavoro autoprodotto dal titolo “Dalla vita di Piero”, partendo dalla storia personale di Giovanni e ispirato all’album “Il vestito rosa del mio amico Piero” di Gian Pieretti, fu un profluvio di produzioni video, garantendo l’approdo a RAI3 Piemonte nel 1985, dove Ottavio lavorò fino alla scomparsa avvenuta nel 1992.

Quale messaggio lascia Ottavio alla gay community torinese? E quale a quella italiana?

Ottavio Mario Mai ha lasciato un grande messaggio d’amore senza alcun filtro buonista. In un breve contributo video che Giovanni Minerba ha voluto condividere con tutte e tutti noi si vede Ottavio che sorride e dice “Allons enfants! Cioè, “Allons enfants!” nel senso di “Andiamo, ragazzi! Non buttiamoci troppo giù, andiamo avanti, sforziamoci di proseguire, facciamo anche la rivoluzione, insomma: Allons, enfants!” . Un invito a non perdersi d’animo -nonostante tutte le avversità che si palesano e si paleseranno – nel continuare la lotta per i diritti civili verso una piena uguaglianza.

Secondo te quanto resta ancora da realizzare del suo insegnamento?

In una poesia intitolata “L’infinito”, Ottavio ha scritto : “…E quando il tuo sguardo riuscirà /A superare l’infinito spazio/Che ti separa dal tuo prossimo/Vedrai nei tuoi occhi la gioia e la paura/La furbizia e l’innocenza/ L’amore o la freddezza/ Allora gli andrai incontro / Ridendo o piangendo/ Cantando o urlando/Poi forse l’abbraccerai / e non vorrai più guardare altrove”. Il nostro comitato cerca di portare avanti molti degli stessi principi che hanno animato la lotta di Ottavio. In particolare cerca di accoglierne l’esortazione a non perdere l’umanità, a cercare un punto di confronto e di ascolto reale, anche e soprattutto nelle divergenze di opinione, per non arrenderci a quella norma che ci vorrebbe tutte e tutti esenti da pensiero critico, anziché uniti e coesi nella lotta che ognuno riguarda.